La riproduzione audio all’interno di Accademia Amadeus e Amadeus Sound Project non è stata concepita attorno a un unico impianto, ma attraverso sistemi differenti, ciascuno destinato a una funzione precisa: insegnamento, ascolto musicale, registrazione, monitoraggio professionale e cinema.
La scelta è volutamente quella di non chiedere a una sola catena di svolgere ogni compito. Un sistema destinato all’ascolto musicale può privilegiare il carattere, il piacere e una determinata idea di riproduzione; uno studio di registrazione richiede invece neutralità, ripetibilità e controllo. Il cinema introduce ancora esigenze differenti, legate alla dinamica e alla ricostruzione dello spazio sonoro.
Il principale ambiente didattico di Accademia Amadeus è una mansarda nella quale sono collocati fianco a fianco due pianoforti a coda Yamaha C5 e Yamaha S4.
La presenza dei due strumenti rende possibile non soltanto il normale lavoro didattico, ma anche il confronto diretto fra timbri, meccaniche e differenti modalità di produzione del suono.
Nello stesso ambiente sono presenti due sistemi di riproduzione distinti, dedicati rispettivamente al cinema e all’ascolto musicale.
Entrambi utilizzano come diffusori una coppia di Opera Quinta 2011, condivisa mediante un commutatore passivo Dynavox, che mantiene elettricamente separate le due amplificazioni.
La parte dedicata al cinema utilizza un televisore Sony da 75 pollici, un lettore Sony 4K, un Audiolab 8300CDQ e il finale di potenza Audiolab 8300XP.
L’8300CDQ svolge le funzioni di sorgente digitale, DAC e preamplificatore, mentre l’8300XP costituisce la sezione di potenza del sistema.
L’impianto rimane volutamente stereofonico. L’obiettivo non è quello di ricostruire un sistema home theatre attraverso un grande numero di diffusori, ma di affidare l’intero fronte sonoro a una coppia di diffusori di dimensioni importanti e a un’amplificazione capace di pilotarli con autorevolezza.
Il televisore raggiunge digitalmente l’Audiolab attraverso l’ingresso ottico, mentre il lettore Sony può utilizzare un ulteriore ingresso digitale per la parte audio, mantenendo separato il collegamento HDMI destinato al video.
Il risultato è un sistema semplice e immediato, pensato soprattutto per l’uso quotidiano di film, televisione e contenuti video.
Per l’ascolto musicale è stata invece realizzata una catena completamente distinta, costruita attorno all’Unison Research Unico 90 e alle Opera Quinta 2011.
L’intenzione, in questo caso, non è quella di perseguire la massima neutralità possibile, ma di costruire un sistema dedicato al piacere dell’ascolto, nel quale sorgenti analogiche e valvolari possano contribuire in maniera riconoscibile al carattere complessivo della riproduzione.
Per il Compact Disc viene utilizzato lo Yaqin SD-35A, lettore CD con stadio di uscita valvolare.
La presenza delle valvole nella sorgente si combina con la struttura ibrida dell’Unison Research Unico 90, nel quale il guadagno è affidato a uno stadio valvolare mentre la sezione finale utilizza dispositivi a stato solido.
Si crea così una catena volutamente differente da quella utilizzata nello studio di registrazione: meno orientata alla verifica tecnica e maggiormente al carattere timbrico, alla tridimensionalità e al piacere della riproduzione musicale.
La sorgente analogica parte invece dal Pro-Ject Xtension 9 Evolution, giradischi equipaggiato con testina moving-coil Ortofon Quintet MC.
Il segnale della testina viene affidato all’Hegel V10, preamplificatore phono configurabile per testine MM e MC, prima di raggiungere l’Unison Research Unico 90.
La catena musicale della mansarda può quindi essere schematizzata attraverso due percorsi principali:
CD: Yaqin SD-35A → Unison Research Unico 90 → Opera Quinta 2011
Vinile: Pro-Ject Xtension 9 Evolution → Ortofon Quintet MC → Hegel V10 → Unison Research Unico 90 → Opera Quinta 2011
L’utilizzo delle stesse Opera Quinta anche con l’impianto Audiolab dedicato al cinema permette inoltre di osservare quanto la personalità di un sistema non dipenda esclusivamente dai diffusori, ma dall’intera catena elettronica che li precede.
Nello studio di Amadeus Sound Project il punto di partenza è invece uno Yamaha CFIII, utilizzato per la registrazione del pianoforte.
Qui l’impianto audio assume necessariamente una funzione differente.
Oltre all’ascolto musicale deve essere in grado di diventare uno strumento di controllo delle registrazioni, permettendo di valutare equilibrio, dinamica, timbro, immagine stereofonica e qualità complessiva del materiale prodotto.
All’interno dello studio convivono quindi due approcci differenti: un sistema stereofonico tradizionale destinato prevalentemente all’ascolto musicale e un sistema Neumann multicanale utilizzato come riferimento.
Accanto al pianoforte rimane un sistema stereofonico tradizionale formato da LEAK Stereo 230, LEAK CDT e Wharfedale Linton 85th Anniversary.
Le Linton sono state ulteriormente affinate dal laboratorio Peter&Son di Pier Giorgio Levorato, attraverso un lavoro finalizzato a svilupparne ulteriormente le caratteristiche all’interno dello specifico sistema.
Questa catena rappresenta volutamente un modo di ascoltare differente rispetto al monitoraggio professionale.
Rimane un impianto hi-fi destinato prima di tutto al piacere della riproduzione musicale, permettendo allo stesso tempo di confrontare una registrazione attraverso una prospettiva diversa da quella offerta dai monitor da studio.
La parte di riferimento di Amadeus Sound Project è costituita da un sistema multicanale completamente attivo Neumann.
I canali frontali sinistro e destro sono affidati a due Neumann KH 310 II, monitor a tre vie in cassa chiusa con DSP interno e integrazione con il sistema MA 1 Automatic Monitor Alignment.
Il canale centrale è affidato a una Neumann KH 150, mentre i due canali surround utilizzano Neumann KH 120 II.
La gamma più profonda e il canale LFE sono affidati al subwoofer Neumann KH 805 II.
L’intero sistema appartiene quindi a una filosofia progettuale comune, permettendo di mantenere coerenza timbrica e comportamento uniforme fra tutti i canali.
La calibrazione viene effettuata attraverso Neumann MA 1, in modo da integrare monitor, subwoofer e ambiente secondo una medesima logica di controllo.
In questo contesto l’impianto non viene utilizzato soltanto per l’ascolto finale, ma come vero e proprio strumento di lavoro nella registrazione, nel montaggio e nella verifica del materiale audio.
Il Rotel RCD-1572MKII viene utilizzato nello studio insieme al sistema Neumann.
La sua collocazione qui risponde a una logica differente rispetto allo Yaqin presente nella mansarda.
Se lo Yaqin viene scelto all’interno di una catena volutamente più caratterizzata e orientata al piacere dell’ascolto, il Rotel rappresenta invece una sorgente CD più coerente con l’impostazione di riferimento dello studio.
Permette quindi di utilizzare il Compact Disc anche attraverso il sistema Neumann, confrontandolo direttamente con le altre sorgenti digitali e con il materiale prodotto all’interno dello studio.
La distinzione fra i due lettori non vuole stabilire una gerarchia qualitativa, ma attribuire a ciascuno una funzione precisa all’interno di due ambienti e due filosofie di ascolto differenti.
Il centro di gestione del sistema multicanale è l’Anthem AVM 70 8K.
A differenza di un normale sintoamplificatore, l’AVM 70 è un preamplificatore/processore AV privo di finali di potenza, una caratteristica particolarmente adatta a un sistema formato interamente da monitor attivi.
Le uscite bilanciate XLR dell’Anthem raggiungono direttamente i cinque monitor e il subwoofer Neumann, eliminando completamente la necessità di amplificatori finali separati.
L’Anthem diventa così il punto di incontro fra monitoraggio, cinema e sorgenti digitali dello studio.
ARC Genesis rimane disponibile all’interno dell’Anthem, mentre la calibrazione specifica dei monitor viene affidata principalmente all’ecosistema Neumann MA 1, evitando di sovrapporre indiscriminatamente differenti interventi di correzione.
La sala di registrazione integra anche un vero sistema di videoproiezione.
Uno schermo motorizzato tensionato da 110 pollici scende davanti alla zona frontale ed è utilizzato insieme a un proiettore 4K.
Per i supporti fisici viene utilizzato un Panasonic DP-UB820, lettore compatibile con Ultra HD Blu-ray 4K/HDR, Blu-ray e DVD.
Il Panasonic viene collegato direttamente all’Anthem attraverso HDMI: il processore gestisce la parte audio multicanale e inoltra il segnale video al proiettore.
Per Netflix, Prime Video, Disney+ e gli altri servizi online, una Amazon Fire TV raggiunge anch’essa direttamente uno degli ingressi HDMI dell’AVM 70.
Un Mac viene invece utilizzato principalmente per la musica liquida, la produzione e le attività informatiche dello studio.
La struttura rimane quindi intenzionalmente razionale:
supporti fisici attraverso Panasonic, streaming attraverso Fire TV, Compact Disc attraverso Rotel, musica liquida e produzione attraverso Mac, con l’Anthem come centro del sistema audio-video e il sistema Neumann come riferimento principale.
La separazione fra mansarda e studio rende più evidente anche una differenza di impostazione.
Nella mansarda di Accademia Amadeus, il sistema musicale formato da Yaqin SD-35A, Pro-Ject Xtension 9 Evolution, Hegel V10, Unison Research Unico 90 e Opera Quinta 2011 cerca soprattutto il piacere dell’ascolto e una precisa personalità sonora.
È un sistema nel quale la presenza delle valvole, del vinile e di diffusori tradizionali diventa parte stessa dell’esperienza musicale.
Nello studio di Amadeus Sound Project, il sistema Neumann + Anthem, con il Rotel RCD-1572MKII come sorgente CD, privilegia invece controllo, precisione, coerenza e possibilità di verifica.
Non si tratta di decidere quale dei due approcci sia migliore.
Sono due modi differenti di avvicinarsi alla riproduzione musicale: uno può servire a comprendere ciò che è realmente contenuto in una registrazione, l’altro a ricordare perché quella registrazione viene ascoltata.
Accademia Amadeus conserva infine anche un’altra dimensione dell’ascolto.
In ulteriori ambienti vengono utilizzati e sperimentati sistemi più piccoli, nei quali apparecchi appartenenti a generazioni differenti possono essere accostati liberamente.
Fra i diffusori trovano posto le Bowers & Wilkins 606 S2 Anniversary Edition, le Mordaunt-Short Aviano 2 e le Sonus faber Toy.
Tra le elettroniche compaiono invece Creek 4140 S2, Pioneer SA-7500 II, Sansui A-80, Marantz 1050 e Arcam Alpha 5 Plus.
Non costituiscono un unico sistema fisso.
La possibilità di cambiare abbinamenti permette invece di confrontare filosofie progettuali, epoche e caratteri differenti, mantenendo anche una componente di curiosità e sperimentazione che appartiene da sempre all’ascolto hi-fi.
In questo modo gli ambienti di Accademia Amadeus e Amadeus Sound Project non utilizzano la tecnologia come elemento separato dalla musica, ma come una serie di strumenti differenti destinati a insegnare, registrare, verificare, ascoltare e, qualche volta, semplicemente divertirsi.